Psicologa psicoterapeuta a Firenze
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La parola Hygge deriva dalla parola germanica hyggia, che significa “pensare o sentirsi soddisfatti”. E’ un valore, uno stato emotivo e mentale.
I danesi riconoscono lo hygge come parte della loro cultura, identificandolo sia come un’azione che come uno stato dell’essere. Lo scopo ultimo è creare un clima intimo, sereno e accogliente in cui stare bene con gli altri, la famiglia, gli amici. Si tratta di un lavoro di squadra, tutti hanno un ruolo, ci si aiuta reciprocamente. I problemi personali vengono accantonati, ognuno si sforza di essere positivo, di tenere lontano i dissapori, ciò che è importante è vivere questo momento presente insieme agli altri.
Sentirsi uniti dà un senso e uno scopo alla nostra vita: una persona da sola, che non interagisce con gli altri non ha il giusto sostegno e non può viversi nella sua pienezza.
Mettere da parte se stessi a beneficio del gruppo significa sacrificare i bisogni e i desideri personali per rendere armonioso e piacevole vivere i momenti con gli altri. In cambio avremo il sostegno sociale utile a gestire lo stress: sapere di avere persone con cui poter parlare o a cui potersi rivolgere in caso di difficoltà, rende le persone, più resilienti, più pronte ad affrontare i problemi della vita e a non crollare sotto di essi. Molti, al contrario, tendono a tenersi tutto dentro, portando un carico faticoso su di sé, stoicamente affrontano tutto in solitudine, ma ricerche scientifiche dimostrano che coloro che cercano di essere forti davanti agli eventi negativi soffriranno più a lungo rispetto a chi ha condiviso le sue emozioni e si è mostrato fragile con gli altri.
Lasciare l’ “io” per concentrarsi sul “noi” è scegliere di godere dei momenti importanti e significativi della vita, quelli con gli altri, amici e famiglia, lasciando il resto alle spalle.

Monica Cerruti
Psicologa Psicoterapeuta

“Ci vuole la tristezza per capire la felicità, il rumore per apprezzare il silenzio, e l’assenza per capire il valore della presenza di qualcuno.”

Molte sono le persone che arrivano nello studio dello psicologo domandando aiuto per eliminare dolore e tristezza dalla propria vita, ritrovare serenità ed equilibrio.
Risulta impossibile per qualsiasi professionista, dal luminare all’esperto nelle tecniche psicologiche più in voga del momento, accogliere tale richiesta. L’erronea illusione sta nell’ “eliminare” dolore e tristezza e continuare a vivere la nostra vita, in altre parole il momento in cui non proveremo più dolore e tristezza coinciderà con la nostra morte. A molti potrà sembrare un’affermazione forte, ma è così: ci affanniamo ad essere felici e a rincorrere un equilibrio, cercando di accantonare i momenti tristi e dolorosi che incontriamo nella nostra esistenza, senza renderci conto che anche questa è vita e come tale va vissuta fino in fondo.
Ecco che un buon professionista dovrà aiutare il suo cliente a prendere consapevolezza di questo e a riformulare la domanda: non eliminare, ma imparare a stare nel dolore e nella tristezza. Che costi fatica, non può essere messo in dubbio, ma a conti fatti le energie spese per imparare a conviverci saranno di meno di quelle usate per eliminarle.
La tristezza, è un’emozione primaria come la felicità, per quanto possiamo definirla negativa, come tale ha in sé caratteristiche utili all’adattamento e alla sopravvivenza dell’essere umano.  Aiuta l’individuo a metabolizzare una perdita, ci rende immobili mentre prendiamo consapevolezza dei vuoti rimasti, ci aiuta a comunicare agli altri il nostro malessere.
Spesso le parole tristezza e debolezza si accompagnano; nella società odierna vige il pregiudizio che mostrarsi tristi è indice di fragilità, vulnerabilità; ecco la voglia di sfuggirla, evitarla, mettersi la maschera di un falso sorriso.
E’ nostro diritto provarla, viverla e accoglierla senza per questo sentirci deboli. Quando finalmente questo verrà compreso, quando capiremo che le cose non possono essere sempre a nostro favore, è normale, fa parte della vita ed è giusto che sia così, perché se tutto fosse come vogliamo, non daremmo mai valore a quei momenti nei quali la vita ci offre positività; potremo dire a noi stessi che è una situazione che non ci piace, ma ci possiamo vivere e dandoci il giusto tempo, passerà. Solo allora paradossalmente raggiungeremo quel equilibrio tanto agognato e saremo pronti per la felicità.

Monica Cerruti
psicologa psicoterapeuta