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Riflessioni sul percorso psicologico: vero o falso?

Postato da: In: Argomenti Generali, psicologia adulti, psicoterapia 20 Mag 2018 Commenti: 0 Tags: , , , , , , ,

Le persone sono spesso contrarie ad intraprendere un percorso psicologico; alla base dubbi, paure plausibili, ma anche falsi miti dovuti ad una cattiva informazione su quello che è la psicoterapia, la consulenza psicologica e sulla figura dello psicologo – psicoterapeuta.
Forse iniziare a svelare queste inesattezze potrà aiutare qualcuno a fare chiarezza e a prendere una decisione sul contattare un professionista per un primo appuntamento.
Nella mia esperienza molto spesso ho sentito dire che: “Dallo psicologo ci vanno i matti”. Sbagliato! le statistiche mostrano come sia solo una piccola percentuale di persone quella che si rivolge ad uno psicologo soffrendo di gravi disturbi psichici, molte di più sono le persone che stanno bene, ma vogliono conoscersi meglio, sapere chi sono e cosa vogliono. Un’altra parte consistente si limita a vivere una difficoltà circoscritta: un momento di crisi, una difficoltà emotiva, un momento di stress. Tutti noi attraversiamo questi momenti nella nostra vita e con il sostegno di un professionista possiamo uscirne più forti e in tempi brevi.
I percorsi psicologici sono lunghi, durano anni e costano molto!” Inesatto, o meglio vanno fatte delle distinzioni. Non sempre questi percorsi durano a lungo: ci sono le consulenze psicologiche che si esauriscono in pochi incontri; ci sono sostegni psicologici brevi, che in pochi mesi trovano conclusione; ci sono percorsi di psicoterapia più lunghi, che possono durare qualche anno. Dipende dal disagio che porta il cliente al professionista, dipende da quanto e su cosa il cliente è disposto a lavorare. Va comunque detto che un percorso può interrompersi in qualsiasi momento per vari motivi e poi riprendere nel futuro, secondo la volontà del cliente, è lui che decide, nessuno vi obbligherà a continuare.
Per quello che riguarda il prezzo, in realtà non sempre costa troppo, è importante sapere che esistono varie opzioni da prendere in considerazione: oltre al professionista privato, ci si può rivolgere al servizio pubblico, a strutture private accreditate, a studi privati con tariffe agevolate.
Andando avanti, è molto frequente che le persone si dicano: “Posso farcela da solo, devo farcela da solo”. Sbagliato! O meglio, cercare risoluzioni in modo autonomo è salutare, ma di fronte a tentativi non riusciti, chiedere aiuto, riconoscere i propri limiti è un grande atto di forza, che va contro a quel forte pregiudizio che ci trasmette la società: “chiedere aiuto mi rende debole”. Inoltre farsi sostenere da un professionista non significa che lui risolverà il nostro disagio, comunque la responsabilità e il merito saranno personali, nessuno può affrontare i nostri problemi al nostro posto.
Ed ecco un’altra falsa credenza: lo psicologo è visto come un professionista che manipola le persone come burattini, dicendo cosa fare e cosa non fare della propria vita. Sbagliato!
Lo psicologo rispetta la persona che arriva nel suo studio, le sue credenze, la sua visione del mondo sospende il suo sistema di giudizio e non usa la sua influenza sull’ altro, questo prima di tutto è un dovere deontologico per lui.
Alcuni pensano: “Perché andare da uno psicologo, sono fatto così e non cambierò!”. Sbagliato! E questo a prescindere dal decidere di andare da un professionista o meno; durante la sua vita, fino all’ ultimo giorno, ogni persona, se vuole, ha il potere di cambiare i propri pensieri, il proprio modo di essere, i propri comportamenti da solo o con l’aiuto di qualcuno.
Come potrà capire i miei problemi una persona che non li ha vissuti?”. Sbagliato! Anzi, il fatto di essere una persona al di fuori è un punto di forza di un percorso psicologico: questo permette di avere un punto di vista diverso di ciò che stiamo vivendo che potrà aiutarci a focalizzare meglio la problematica. Inoltre, esiste l’esperienza dello psicologo che può aver incontrato nel suo mestiere situazioni simili, la sua formazione e l’empatia, sua caratteristica primaria, che consiste nel saper mettersi nei panni dell’altro.
Si può risolvere il mio problema solo parlando?” Parlare non significa solo descrivere fatti; il dialogo col professionista, i suoi interventi possono aiutarci a cambiare significato alle situazioni, a mostrarci le emozioni e i bisogni sottostanti queste, portandoci a modificare, di conseguenza, i nostri atteggiamenti e comportamenti.
Dei miei problemi posso parlarne con un amico!” Poco efficace, la relazione con un amico è molto diversa da quella con un professionista: quest’ultimo non è coinvolto nelle dinamiche affettive del cliente, nella sua sfera relazionale, è una figura esterna con cui si può parlare di tutto senza implicazioni e paura di essere giudicato; lui si concentra solo sul cliente, creando il giusto spazio esplorativo, possiede competenze, esperienza e gli strumenti giusti per aiutarlo.
Infine una falsa credenza che riguarda lo psicologo come mestiere; mi è capitato molte volte, conoscendo persone, anche al di fuori dello studio di sentirmi dire: “Sei uno psicologo…devo stare attento mi analizzi” oppure “Stanotte ho sognato…”. Sbagliato! Lo psicologo, magari anche psicoterapeuta non è dotato di poteri paranormali e soprattutto al di fuori dello studio è una persona comune che vive la sua vita.
Ecco alcune credenze false che abbiamo cercato di smontare, non rimane, però, che un’unica accortezza per essere sicuri di affidarsi ad uno psicologo o psicoterapeuta che rispetti quanto detto sopra: controllare sempre l’autenticità del suo titolo attraverso un controllo presso l’Albo degli psicologi di appartenenza attraverso il suo numero di iscrizione, procedura che si può fare in modo immediato online.

Monica Cerruti
Psicologa Psicoterapeuta

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