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Sentirsi onnipotenti: realtà o illusione?

Postato da: In: approccio centrato sulla persona, psicologia adulti 11 Set 2018 Commenti: 0 Tags: , , , , ,

Ci sono persone abituate da sempre a farsi carico dei problemi, delle responsabilità, dei conflitti non solo propri, ma anche altrui. Hanno la giornata piena di impegni, che si dipana tra risolvere un problema sul lavoro, farsi carico delle incombenze domestiche, pensare ai figli, e che termina con l’ascoltare i malcontenti del o della consorte sul lavoro, elargendo consigli e mantra da mettere in atto.
In modo ironico si possono definire persone affette dalla “sindrome di onnipotenza”, si sentono capaci di reggere lo stress, più forti, invulnerabili, pronti a tutto, ma incapaci, allo stesso tempo, di dire dei “NO” e di riconoscere i propri autentici bisogni e i propri limiti. Non hanno né tempo né riconoscimento per se stessi, si vogliono poco bene e conseguentemente si annullano per andare in soccorso degli altri.
Condurre una vita in cui c’è un forte squilibrio tra ciò che si dà e ciò che si riceve, conduce ad un “collasso emotivo”, che comprende sia il nostro benessere mentale che il nostro stato di salute fisico. Spesso le persone esaurite emotivamente mostrano segni di forte irritabilità, problemi di insonnia, problemi di memoria, confusione, difficoltà a ragionare, poca motivazione nel fare le cose poiché si sentono costretti, guidati dai bisogni degli altri. Le emozioni tendono ad annullarsi; lo stato emotivo diventa piatto, non ci sono emozioni: ne’ felicità, né tristezza.Raggiunto questo punto di rottura non si è più d’aiuto a nessuno.
Cambiare è possibile, innanzitutto prendersi del tempo per staccare dalla quotidianità per riacquistare energie e lucidità; un tempo più lungo concedendosi un viaggio, una piccola vacanza e un tempo ogni giorno, concedendosi piccoli spazi nella giornata per fare quello che piace.
E’ importante prendere consapevolezza dei propri bisogni oltre che di quelli altrui; comprendere quello che siamo, accettando risorse, ma anche i limiti, la non perfezione, l’umanità che ci caratterizza. Bisogna imparare ad essere comprensivi verso noi stessi, non è un percorso veloce, né facile da intraprendere, può essere utile farsi accompagnare da un professionista se da soli non ce la facciamo. Potremo così ricontattarci, ritrovare un benessere psicofisico e tornare a essere protagonisti della nostra vita, ricordandoci che tutti siamo necessari, ma nessuno indispensabile, qualche volta è bene per noi fare un passo indietro e delegare.

Monica Cerruti
Psicologa Psicoterapeuta

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