Psicologa psicoterapeuta a Firenze
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Prendersi cura di sé: Dott.ssa Monica Cerruti psicologa psicoterapeuta a Firenze

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L’ obiettivo, incontrando i miei clienti, è creare un clima facilitante: un clima empatico, senza giudizio, ma con stima e apprezzamento, sensibile verso i vissuti dell’altro, in cui io mi mostro non solo come professionista, ma come una persona reale e autentica nella relazione. L’altro è attore protagonista nel suo percorso, responsabile di se stesso e libero di decidere dove andare. Come psicologo a Firenze cerco di fare ciò riconoscendomi in un approccio Centrato sulla Persona, valorizzando l’individualità e la tendenza naturale di ciascuno verso uno sviluppo delle proprie potenzialità in qualsiasi circostanza della sua esistenza.

Gli individui hanno in se stessi ampie risorse per auto-comprendersi e per modificare il concetto di sé, gli atteggiamenti di base e gli orientamenti comportamentali. Perché queste risorse possano emergere in modo più fluido e naturale è necessario fornire un clima facilitante nella relazione terapeuta – cliente. Un clima fatto di autenticità, accettazione,comprensione empatica.

Quando tutto ciò è presente, quando le persone si sentono accettate e valorizzate, esse tendono a sviluppare un atteggiamento di maggior cura verso se stesse; quando sono ascoltate in modo empatico,diventa loro possibile prestare maggiore attenzione al flusso delle esperienze interiori. Più una persona comprende se stessa più diventa autentica nei suoi comportamenti, più incentiva la sua crescita e il suo benessere”. (C. Rogers).

Questo è quello che potrete trovare nel mio studio di psicoterapia a Firenze.

Dott.ssa Monica Cerruti
psicologa a Firenzepsicoterapeuta a Firenze

DOVE RICEVO

 A Firenze, Via Delle Carra 22 (zona Porta al Prato/San Jacopino); 

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Ci sono persone abituate da sempre a farsi carico dei problemi, delle responsabilità, dei conflitti non solo propri, ma anche altrui. Hanno la giornata piena di impegni, che si dipana tra risolvere un problema sul lavoro, farsi carico delle incombenze domestiche, pensare ai figli, e che termina con l’ascoltare i malcontenti del o della consorte sul lavoro, elargendo consigli e mantra da mettere in atto.
In modo ironico si possono definire persone affette dalla “sindrome di onnipotenza”, si sentono capaci di reggere lo stress, più forti, invulnerabili, pronti a tutto, ma incapaci, allo stesso tempo, di dire dei “NO” e di riconoscere i propri autentici bisogni e i propri limiti. Non hanno né tempo né riconoscimento per se stessi, si vogliono poco bene e conseguentemente si annullano per andare in soccorso degli altri.
Condurre una vita in cui c’è un forte squilibrio tra ciò che si dà e ciò che si riceve, conduce ad un “collasso emotivo”, che comprende sia il nostro benessere mentale che il nostro stato di salute fisico. Spesso le persone esaurite emotivamente mostrano segni di forte irritabilità, problemi di insonnia, problemi di memoria, confusione, difficoltà a ragionare, poca motivazione nel fare le cose poiché si sentono costretti, guidati dai bisogni degli altri. Le emozioni tendono ad annullarsi; lo stato emotivo diventa piatto, non ci sono emozioni: ne’ felicità, né tristezza.Raggiunto questo punto di rottura non si è più d’aiuto a nessuno.
Cambiare è possibile, innanzitutto prendersi del tempo per staccare dalla quotidianità per riacquistare energie e lucidità; un tempo più lungo concedendosi un viaggio, una piccola vacanza e un tempo ogni giorno, concedendosi piccoli spazi nella giornata per fare quello che piace.
E’ importante prendere consapevolezza dei propri bisogni oltre che di quelli altrui; comprendere quello che siamo, accettando risorse, ma anche i limiti, la non perfezione, l’umanità che ci caratterizza. Bisogna imparare ad essere comprensivi verso noi stessi, non è un percorso veloce, né facile da intraprendere, può essere utile farsi accompagnare da un professionista se da soli non ce la facciamo. Potremo così ricontattarci, ritrovare un benessere psicofisico e tornare a essere protagonisti della nostra vita, ricordandoci che tutti siamo necessari, ma nessuno indispensabile, qualche volta è bene per noi fare un passo indietro e delegare.

Monica Cerruti
Psicologa Psicoterapeuta