Elaborazione del lutto

La parola “lutto” si riferisce a tutte le manifestazioni esteriori e quindi a tutti gli atti rituali che accompagnano non solo la morte di una persona, ma anche l’ addio ad una situazione di benessere, ad una relazione significativa, non solo di tipo sentimentale. Quindi il lutto è tutto ciò che ruota intorno alla perdita, ciò che è visibile, ciò che è rituale. I riti fungono da contenitore del dolore ed aiutano nel percorso di elaborazione.
La perdita può portare la persona a mostrare difficoltà di concentrazione, lievi stati confusionali, disorientamento, pensieri ricorrenti relativi alla perdita.
A livello emozionale: paura, rabbia, solitudine, tristezza, disperazione, stordimento; accompagnati da pianto, disturbi del sonno, diminuzione delle attività quotidiane, isolamento, disturbi del comportamento alimentare, dipendenza dagli altri.
L’elaborazione del lutto segue un processo diviso in fasi, la cui durata varia da persona a persona, ma che si dovrebbe concludere nel giro di un anno per non diventare “lutto complicato”.

La prima fase è quella dello shock, della negazione; segue la seconda, quella della rabbia, del pianto, della ricerca; quindi la fase dell’apatia, dell’isolamento, del senso di svuotamento e infine la fase del graduale ritorno alla vita, agli interessi, al desiderio di pianificare e di guardare al futuro.
Il sostegno psicologico aiuta la persona ad affrontare queste fasi, può essere un contenimento per il profondo dolore, per la rabbia, per ogni emozione che ne scaturisca e per fare pace con i sensi di colpa, spesso presenti. La persona potrà, poi, ricontattare le proprie risorse e potenzialità, con le quali sarà in grado di accettare la perdita e di andare oltre.