Psicologa psicoterapeuta a Firenze
Tel. 3805283525

Prendersi cura di sé

amati

PSICOTERAPIA

Relazioni d’aiuto

CONSULENZE DI SOSTEGNO

non sei solo

GRUPPI DI INCONTRO

 

CHI SONO

Mi chiamo Monica Cerruti e sono dottoressa in psicologia, psicologa e psicoterapeuta, iscritta all’Ordine degli Psicologi della Toscana n° 4107, P. Iva 06804540489, lavoro a Firenze.

Mi sono laureata con una tesi sui disturbi psicosomatici, l’anno seguente ho svolto il tirocinio, per poter sostenere l’esame di stato, prima presso l’ A. O. di Careggi – Clinica Medica, dove ho maturato un’esperienza nel campo della psicosomatica e della psico-oncologia; quindi presso la Caritas di Firenze a contatto con persone sieropositive.
Ho superato l’Esame di Stato e mi sono iscritta all’Albo degli Psicologi della regione Toscana.
Per lavoro e per attività di volontariato ho avuto esperienze con diverse persone: disabili, malati psichiatrici gravi, malati oncologici, tossicodipendenti, anziani.
Dopo il conseguimento di un master in coordinamento di servizi all’infanzia, mi sono iscritta alla scuola di specializzazione in Psicoterapia Centrata sulla Persona, dove, dopo quattro anni di formazione e di esperienza pratica di psicoterapia individuale e di gruppo presso ASL 10, psicologia adulti e salute mentale adulti di Sesto Fiorentino, mi sono diplomata. Iscritta all’Albo degli psicoterapeuti, ho iniziato a praticare la libera professione e a continuare alcune collaborazioni con associazioni di volontariato.

 

COME LAVORO

Il mio obiettivo, incontrando i miei clienti, è creare un clima facilitante, un clima empatico, sensibile verso i vissuti dell’altro, senza giudizio, ma con stima e apprezzamento, in cui io mi mostro non solo come professionista, ma come una persona reale e autentica nella relazione. L’altro non è il “paziente” che attende i miei consigli, una cura, ma è attore protagonista nel suo percorso, responsabile di se stesso e libero di decidere dove andare, quando e se terminare. Per raggiungere questo obiettivo cerco di applicare gli assunti principali della Psicoterapia Centrata sulla Persona, fondata da Carl Rogers. L’ ipotesi centrale di questo approccio è che in ognuno di noi ci sia una tendenza naturale verso uno sviluppo delle sue potenzialità in qualsiasi circostanza della sua esistenza (tendenza attualizzante). Così descrive  Rogers la tendenza attualizzante: “Ricordo che nella mia fanciullezza lo sgabuzzino in cui immagazzinavamo la riserva di patate per l’inverno si trovava in un seminterrato, due o tre metri al di sotto di una finestrella. Le condizioni erano sfavorevoli, ma le patate cominciavano lo stesso a germogliare, erano germogli pallidi, molto diversi da quelli verdi e sani che spuntano quando le patate sono seminate in primavera. E tuttavia questi germogli tristi e sottili crescevano fino a raggiungere quasi un metro di lunghezza nel tentativo di raggiungere la luce lontana della finestrella. Questi germogli erano nella loro crescita bizzarra e futile, una sorta di espressione disperata della tendenza direzionata che ho descritto. Essi non sarebbero mai diventati piante, non sarebbero mai maturati, mai avrebbero realizzato il loro potenziale reale. Essi tentavano di realizzarlo, però, anche nelle circostanze peggiori. La vita, anche se non le era possibile fiorire, non rinunciava a se stessa. “. Gli individui hanno in se stessi ampie risorse per auto-comprendersi e per modificare il concetto di sé, gli atteggiamenti di base e gli orientamenti comportamentali. Queste risorse possono emergere in modo più fluido quando può essere fornito un clima definibile di atteggiamenti psicologici facilitanti, clima che deve essere presente nella relazione terapeutica. Vi sono tre condizioni che devono essere presenti affinché si stabilisca un clima che determini la crescita.La prima è l’autenticità o congruenza del terapeuta, in cui sentimenti e atteggiamenti che quest’ultimo vive nella relazione sono a lui ben presenti e di conseguenza quanto è appropriato può essere comunicato. Il secondo fattore è l’accettazione: il valorizzare tutto quello che è definito “incondizionata considerazione positiva”; se il terapeuta mostra un atteggiamento accettante verso qualunque cliente, un cambiamento ha maggiore possibilità di essere. Il terzo elemento è la comprensione empatica: il terapeuta percepisce i sentimenti e i significati personali che il cliente sta sperimentando, e  comunica questa sua comprensione al cliente.
Scrive Rogers: “Quando tutto ciò è presente, quando le persone si sentono accettate e valorizzate, esse tendono a sviluppare un atteggiamento di maggior cura verso se stesse; quando sono ascoltate in modo empatico,diventa loro possibile prestare maggiore attenzione al flusso delle esperienze interiori. Più una persona comprende se stessa più diventa autentica nei suoi comportamenti, più incentiva la sua crescita e il suo benessere.

 

DOVE RICEVO

  • STUDIO PRINCIPALE: a Firenze, Via Delle Carra 22 (zona Porta al Prato/San Jacopino); 
  • a Firenze Centro, in zona Piazza Sant’ Ambrogio ;
  • a Sesto Fiorentino, in zona Stazione.

Articolo recente

La noia è uno spazio creativamente fertile, un momento di calma apparente; il cervello sviluppa nuove capacità che entrano a far parte del modo di essere di ogni bambino, importanti per la crescita, ma soprattutto nel rapportarsi col mondo.
Nell’ annoiarsi la mente trova nuove soluzioni per affrontare i problemi (strategie di coping); viene chiamato problem solving, una qualità importante nel mondo lavorativo; trovare nuovi modi per affrontare le difficoltà, situazioni più complesse, a volte impreviste, senza l’aiuto di un adulto, è una grande ricchezza per il loro futuro, rende ogni persona più adattabile alle situazioni.
Il tempo dell’ozio creativo è anche il tempo per essere tristi, pensierosi; il tempo della riflessione, quella su noi stessi, su chi siamo, cosa ci piace e cosa non ci piace; un modo per conoscersi e imparare ad accettarsi.
Ogni bambino può sentirsi libero di sperimentare l’autonomia, attingendo alle proprie risorse interne, può sperimentarsi nell’ ambiente: confrontarsi con nuove sfide, sbagliare, avere controllo e responsabilità su ciò che accade; tutto questo accresce l’autostima e fa sentire amati per quello che si è piuttosto che per i successi ottenuti.E’ un tempo fuori dal tempo, privo della frenesia che non dà neanche il modo di desiderare, di percepire la frustrazione dell’attesa. Il bambino nella noia può riacquistare il desiderio per qualcosa che non possiede, può riflettere su tale “oggetto” cogliendo l’attesa come facente parte del processo, consapevole di potersi mettere alla prova senza l’intromissione di un adulto, accetta la frustrazione e la possibilità di sbagliare e di conseguenza pone la sua attenzione su nuove modalità che lo portino a soddisfarlo. E quando il desiderio è raggiunto, c’è soddisfazione, riconoscimento, apprezzamento e felicità, perché il processo è stato fatto in autonomia e ha richiesto lavoro. I bambini che si annoiano sono portati a mettere in pratica strategie per occupare il loro tempo in modo divertente; rallentare permette loro di osservare anche piccole cose, articolare la mente, usare la fantasia e inventare nuovi giochi secondo i propri bisogni. Il gioco libero aiuta il bambino ad essere meno ansioso, gli insegna la resilienza, cioè la capacità di affrontare e superare una difficoltà sapendo gestire le emozioni e lo stress. Questa qualità non si accresce evitando lo stress, ma imparando a controllarlo e padroneggiarlo; di questo farà tesoro nel suo percorso di vita. Molte ricerche dimostrano che la resilienza è uno dei fattori più importanti per prevedere una vita adulta sana ed efficiente.
Per crescere bene bisogna oziare di più”, riprendendo il libro: Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni, scritto da Joelle Alexander nel 2014, dopo uno studio della Danimarca, paese che per oltre quarant’anni ha ottenuto un posto nella classifica dei paesi più felici al mondo. Ciò che l’autrice ha constatato è che per il popolo danese, il punto più importante dell’essere genitori è dare ai figli tempo libero, tempo da dedicare all’ozio, alla noia, al gioco.

 

Monica Cerruti

Psicologa Psicoterapeuta